Nell'imaging planetario dopo avere estrapolato una immagine raw da un video tramite un apposito software, bisogna elaborarla.
Registax è un programma che permette (oltre che a fare lo stacking) ad elaborare le immagini planetarie.
In questo tutorial non analizzeremo la parte di stacking di Registax (cosa che peraltro viene eseguita meglio da altri programmi, tipo Autostakkert), ma andremo direttamente a vedere la fase di elaborazione (se non hai visto la guida di Autostakkert premi qui).
Prima di iniziare c'è da precisare una cosa: la fase di elaborazione delle astrofotografie (sia planetarie che deepsky) è molto personale e soggettiva, ad una persona può piacere un'immagine elaborata in un modo, ad un'altra perosna in un altro.
A me personalmente le immagini piacciono con i particolari abbastanza "aggressivi" ma a voi che state leggendo potrebbero piacervi immagini più "soft", per questo motivo, nell'elaborazione di Marte che andremo a vedere, l'immagine finale non risulterà uguale a quella che ho caricato qui sul mio sito, ma sarà con particolari meno calcati.
Iniziamo!
Innanzitutto dobbiamo avere una immagine raw (possibilmente in TIFF) come questa.

Come potete vedere mancano i dettagli, il contorno del pianeta non è netto ed ha ancora una sfumatura blu sotto e una rossa sopra.
Quando apriamo i Registax la finestra che ci si presenta è la seguente.

La prima cosa da fare è andare su "Select" e selezionare l'immagine raw.

La schermata ci si presenta con la nostra foto, i wavelet a sinistra ed altri comandi a destra.
Iniziamo con il togliere quei fastidiosi aloni blu e rossi: premiamo nella pulsantiera di destra su "RGB Align", facciamo entrare il pianeta nel quadrato verde e premiamo su "Estimate".
Ora prendiamo in mano i wavelet.
Esistono 2 modi di usare i wavelet, il metodo di default e quello gaussiano, io mi trovo meglio con quello gaussiano, anche se è leggermente più laborioso.
Nei wavelet abbiamo 6 layer: aumentando i primi 2 aumentiamo i dettagli fini, aumentando il 3 e il 4 i dettagli medi e aumentando il 5 e il 6 quelli più grandi.
Ogni layer ha la sua barra, il numero di Denoise e quello di Sharpen.
La barra serve per aumentare i dettagli, il denoise serve per togliere il rumore (sfocando anche l'immagine), mentre lo sharpen serve per aumentare ulteriormente "l'aggressività" del layer.
Facciamo degli esperimenti e vediamo come funzionano:
Aumentiamo tutti i layer.

Come potete vedere aumentano i particolari ma anche il rumore!
Ora proviamo a forzarlo ancora di più con lo sharpen.

Così facendo emergono ulteriori dettagli, ma la foto è molto rovinata.
Abbassiamo lo sharpen e aumentiamo il denoise.

Finalmente l'immagine ci regala dei particolari e non presenta rumore!
Adesso, finalmente, cerchiamo un giusto equilibrio.

Ora abbiamo eliminato il rumore, pur avendo mantenuto un buon numero di particolari come la famosa "x" e il polo sud (la parte chiara in alto)!
Possiamo, però, migliorare ancora la nostra foto scurendo il cielo e i particolari di Marte:
premiamo su "Gamma" a destra e portiamo il puntino in basso a sinistra, appena a destra della riga.
Il risultato sarà questo.

Se il colore non ci aggrada possiamo cambiarlo andando su "RGB Balance" altrimenti possiamo premere "Do All" in alto a sinistra e salvare la nostra foto con "Save image"!
Nel caso il risultato sia di nostro gradimento possiamo terminare l'elaborazione, altrimenti possiamo rifinire gli ultimi particolari con altri software come Photoshop.
Il tutorial per l'elbaorazione con Registax è concluso, se avete domande non esitate a contattarmi!
Cieli sereni!
Alessandro Biasia